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al servizio delle imprese
Marchio Valtellina

Cittadini stranieri: condizioni di reciprocità

Nota informativa n. 4/2010

L’art. 16 delle disposizioni preliminari al codice civile (cd. preleggi), nel delineare il trattamento giuridico riservato al cittadino straniero non residente, dispone che lo straniero è ammesso a godere dei diritti civili attribuiti al cittadino italiano a condizione di reciprocità, ovvero a condizione che il Paese di provenienza del cittadino straniero interessato accordi al cittadino italiano un diritto equivalente a quello che un suo cittadino intende esercitare in Italia.

Al riguardo si evidenzia che spetta all’ufficio del registro delle imprese il potere/dovere di verificare, tra i presupposti di legge necessari a dare seguito ad una denuncia o domanda di iscrizione di atti e fatti nel pubblico registro, la sussistenza della cosiddetta “condizione di reciprocità”, ovvero l’obbligo di riscontrare - in tema di lavoro autonomo d'impresa, di assunzione di cariche sociali e/o di partecipazione societaria – che il Paese di provenienza del cittadino straniero interessato accordi al cittadino italiano un diritto equivalente a quello che un suo cittadino intende esercitare in Italia.

Tale accertamento non è, per contro, richiesto in caso di cittadini stranieri titolari di carta di soggiorno (o permesso di soggiorno CE), ovvero titolari di un permesso di soggiorno per motivi di “lavoro subordinato”, di “lavoro autonomo”, di “famiglia”, “umanitari”, di “studio”.

L’ufficio del registro imprese provvede pertanto al controllo nelle seguenti fattispecie:

a) quando un’impresa straniera (extracomunitaria) presenti istanza di iscrizione di sede secondaria o denunci l’apertura di unità locale;

b) quando si chieda l’iscrizione nel registro delle imprese di un cittadino straniero, residente all’estero e che non sia intestatario di permesso o di carta di soggiorno, quale titolare di impresa individuale;

c) in tutti i casi in cui un cittadino straniero, residente all’estero e che non sia intestatario di permesso o di carta di soggiorno, chieda la propria iscrizione in qualità di amministratore di società;

d) quando il cittadino straniero, residente all'estero e non in possesso di permesso di soggiorno, assuma partecipazioni in s.r.l. italiane.

Restano in ogni caso esclusi dal contesto in esame gli atti notarili, per i quali è sempre il notaio – nel trasmettere l’istanza al registro delle imprese, sia quale soggetto obbligato (atti pubblici) che facoltizzato (scritture private autenticate) - ad essere chiamato alla verifica in parola.

Il mancato riscontro della sussistenza della condizione di reciprocità è presupposto necessario e sufficiente all’avvio di procedimento di diniego d’iscrizione.

A tale riguardo, si segnala che sono disponibili sul sito del Ministero degli Affari Esteri, le schede informative per la verifica delle condizioni di reciprocità fra l'Italia ed altri Stati.