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Marchio Valtellina

Sovraindebitamento

Le Camere di commercio sono fra gli enti abilitati a costituire gli Organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento (OCC), potendo chiedere l’iscrizione di diritto nel Registro degli OCC dei propri organismi di conciliazione.

Con deliberazione di Giunta n. 84 del 24 ottobre 2016 è stato costituito, presso la Camera di commercio di Sondrio, l’Organismo per la gestione delle crisi da sovraindebitamento di cui all’art. 15, comma 1, della legge 27 gennaio 2012, n. 3, con approvazione del Regolamento, dei criteri per la determinazione dei compensi e del codice di autodisciplina dei gestori delle crisi.

Referente dell’Organismo  è il Segretario Generale della Camera stessa, Dott. Marco Bonat. Referente Vicario è il funzionario camerale, D.ssa Paola Leoncelli.

Con provvedimento ministeriale del 14 marzo 2017 l'Organismo camerale di composizione delle crisi da sovraindebitamento è stato iscritto nella sezione A del registro degli organismi di cui all'art. 4 del DM 202/2014 al numero progressivo 100.

E' possibile consultare il Registro degli Organismi e l' Elenco dei Gestori al seguente indirizzo: http://crisisovraindebitamento.giustizia.it/registro.aspx

Che cosa sono gli Organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento

Gli Organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento (OCC) sono previsti dalla legge 27 gennaio 2012, n. 3, e hanno lo scopo di facilitare il debitore - persona fisica o piccola impresa (in ogni caso non fallibile) - nel compito di formulare ai creditori un accordo di ristrutturazione dei debiti.

La funzione degli OCC è pertanto di particolare rilevanza nel contesto economico attuale, caratterizzato da sempre più frequenti situazioni di criticità nel far fronte a obbligazioni assunte da parte di piccoli imprenditori, commercianti e consumatori/famiglie che versano in situazioni di sovraindebitamento.

In concreto, con la procedura gestita dagli OCC, il debitore non fallibile può formulare una proposta di accordo con il ceto creditorio o, se consumatore, in alternativa all’accordo con i creditori, può proporre un piano di ristrutturazione dei debiti:

il piano del consumatore può essere presentato solo dai privati consumatori. Si tratta di una proposta, fatta dal debitore, di pagamento rateizzato dei propri debiti. Può prevedere anche la cessione di una parte del patrimonio e, eventualmente, anche uno stralcio dei debiti. E’ approvato e reso esecutivo, mediante omologa, dal Giudice, con propria autonoma decisione.

L’accordo del debitore  può essere presentato da enti e imprese non fallibili e, in alternativa al piano, anche dai privati consumatori. Ha caratteristiche simili al piano del consumatore, con l’unica, grande differenza, di richiedere che l’accordo sia accettato da tanti creditori che rappresentino il 60% di tutti i debiti del soggetto. Quindi, non decide soltanto il Giudice, ma votano i creditori.

L’omologazione dell’accordo o del piano produce effetti esdebitatori, ovvero di liberazione dei debiti, rispetto a tutti i crediti anteriori alla pubblicità della proposta di accordo o del piano; i beni oggetto della proposta o del piano costituiscono un patrimonio destinato e sono sottratti a esecuzioni per crediti posteriori alla suddetta pubblicità. Il procedimento si svolge sotto il controllo del tribunale monocratico competente.

 

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